domenica 22 gennaio 2017

Ashtavakra 1.16-17


tvayā vyāptamidaṁ viśvaṁ tvayi protaṁ yathārthataḥ |
śuddhabuddhasvarūpastvam mā gamaḥ kṣudracittatām || 16 ||

16. Questo universo è pervaso da te ed è infilato in te. Tu realmente sei per na­tura pura consapevolezza. Non cedere al pensiero svilente.

Il variegato universo è pervaso dal sé, il vero io che lo testimonia, ed è infilato in te come le perle nel filo di una collana. La sorgente e il fondamento di qual­siasi espe­rienza sensoriale e mentale è il sé, che costituisce l'unico fattore costante nel fluire can­giante dei fenomeni percepiti. Il sé è sempre presente, mentre i fenomeni sono transitori. Esso deve essere riconosciuto come la pura consapevolezza che costi­tuisce da sempre la propria reale identità. 
Se il vero io è l'immutabile fattore onnipresente, senza il quale nulla può essere perce­pito e sperimentato, è un errore cedere a qualsiasi pensiero svilente, identifican­do illuso­riamente sé con ciò che è altro da sé, mutevole e transitorio. Il pro­prio co­stante pensiero dovrebbe essere questo: anche se io appaio come un essere condizio­nato, in re­altà sono pura consapevolezza (śuddha-buddha).


nirapekṣo nirvikāro nirbharaḥ śītalāśayaḥ |
agādhabuddhirakṣubdho bhava cinmātravāsanaḥ || 17 ||

17. Indipendente, immutabile, pieno, mentalmente quieto, profondamente sag­gio, im­perturbato, sii dimora soltanto di pura coscienza.

Chi realizza la propria vera natura è indipendente da qualsiasi cosa e persona, luo­go e tempo; non muta come gli oggetti, le sensazioni e i pensieri; è pie­no senza essere stato riempito da nulla; è mentalmente quieto, non alterato da emo­zioni; è profonda­mente saggio, comprendendo con l'intelletto la realtà così com'è; e qualunque sia l'esperienza, piacevole o spiacevole, rimane imperturbato.
Com'è possibile realizzare la propria vera natura? Proprio ora non trattenere nulla, non aderire a nien­te. Non lasciare che alcunché dimori in te. "Sii dimora soltanto di pura coscien­za" (cit-mātra).