mercoledì 7 dicembre 2016

Ashtavakra 1.12



ātmā sākśī vibhuḥ pūrṇa eko muktaścidakriyaḥ |
asaṅgo nispṛhaḥ śānto bhramāt saṁsāravāniva || 12 ||


12. Il sé che è il testimone, onnipervasivo, completo, uno, libero, pura coscien­za, sen­za azione, senza attaccamento, senza desiderio, pacifico, a causa dell'illusione sembra es­sere immerso nel saṁsāra.

Il sé (ātman) è la propria vera identità, natura, essenza. Il sé è il testimone, l'osser­vatore inalte­rato di ogni esperienza. Il sé è onnipervasivo, perché è il cuore immortale di tut­ti gli esser­i e nulla è percepito senza la sua presenza. Il sé è completo sin dall'ini­zio, in quanto non è completato da altro da sé, quindi non migliora né peggio­ra. Il sé è uno, l'unica vera realtà in tutti gli esseri. Il sé è libero, non condizionato da nessun fe­nomeno, evento, og­getto o individuo. Il sé è pura coscienza, pura consape­volezza non modificata da ciò che testimonia. Il sé è senza azione, non è "chi agisce" bene o male. Il sé è senza at­taccamento a qualunque esperienza, piacevole o doloro­sa. Il sé è senza desiderio di ciò che è altro da sé. Il sé è pacifico, non turbato, inalte­rato da qualsiasi cosa. 
A causa dell'illusione, la convinzione erronea di essere altro da sé, la propria essenza originaria sembra essere immersa nel gioco del saṁsāra. In questo modo il sé, che è per natura puro testimone, appare come il protagonista delle proprie vicende, differente nei diversi ruoli che assume e incompleto, bisognoso di qualcosa. Il sé, che è per natura uno, appare come un individuo diverso dagli altri, legato ad eventi, persone, oggetti, luoghi, abitudini e convinzioni particolari, alterato dalle esperienze personali, dolorose e piacevoli. Il sé, che è per natura senza azione, appare identificato con le proprie azioni negative e positive, attaccato al proprio mondo, desideroso di questo e quello. Il sé, che è per natura pacifico, appare inquieto, ansioso, intollerante, astioso. L'apparenza non è la vera realtà.