giovedì 1 dicembre 2016

Ashtavakra 1.11


muktābhimāni mukto hi baddho baddhābhimānyapi |
kiṁvadantīha satyeyaṁ yā matiḥ sā gatirbhavet || 11 ||

11. Chi si considera libero è certamente libero, così come è legato chi si consi­dera le­gato. Qui è vero questo detto: "Come si pensa così si diventa".

Se vogliamo essere liberi dobbiamo considerarci tali, perché se ci consideriamo le­gati certamente non siamo liberi. Siamo legati quando, per esempio, associamo la percezione di noi stessi ad un avvenimento doloroso oppure piacevole e la nostra au­tostima appare condizionata da quell'evento. In questo caso, per consi­derarci di nuo­vo li­beri, dovremmo pensare a come ci percepivamo prima dell'e­vento. 
Se riuscissimo a tor­nare indietro con la memoria, potremmo ricor­darci di quando la nostra men­te era libera dall'idea di uno specifico legame. In realtà, quella libertà è presente an­che adesso ed è riconoscibile nel momento in cui smettia­mo di pensarci legati. 
Il detto "Come si pensa, così si diventa" esprime la verità della legge fondamentale del saṁsāra, il mondo in cui viviamo. Quindi, pur vivendo nel mondo, possiamo es­serne liberi se non consideriamo più noi stessi persone condizionate da una storia.