martedì 8 novembre 2016

Il soggetto agente

Bhagavad Gītā 18.26-28

mukta-saṅgo ’nahaṁ-vādī dhṛty-utsāha-samanvitaḥ
siddhy-asiddhyor nirvikāraḥ kartā sāttvika ucyate

26. Il soggetto agente libero da attaccamento, privo della credenza nell'ego, dotato di pazienza e coraggio, che non muta nel successo e nell'insuccesso, vien detto "puro".

rāgī karma-phala-prepsur lubdho hiṁsātmako ’śuciḥ
harṣa-śokānvitaḥ kartā rājasaḥ parikīrtitaḥ

27. Il soggetto agente bramoso, il quale desidera il frutto dell'azione ed è avido, intento a danneggiare, impuro, soggetto a gioia e pena, viene denominato "passionale".

ayuktaḥ prākṛtaḥ stabdhaḥ śaṭho naikṛtiko ’lasaḥ
viṣādī dīrgha-sūtrī ca kartā tāmasa ucyate

28. Il soggetto agente non equilibrato, presuntuoso, ostinato, falso, crudele, indolente, depresso e procrastinatore vien detto "ottenebrato".