mercoledì 9 novembre 2016

Dialogo

Srkudai

Dialogo tra allievo e maestro su Ashtavakra Gita 1.6: "Bene e male, piacere e dolore sono attributi della mente, non tuoi, o sovrano. Non sei il soggetto che agisce e non sei il soggetto che fruisce; in verità sei sempre libero".

A: Signore, voglio realizzare la liberazione.
M: Tu sei sempre libero.
A: Com'è possibile?
M: Perché pensi di non esserlo? Cos'è che ti impedisce di essere libero?
A: Questa mattina mi sono arrabbiato.
M: La rabbia appartiene alla mente. Tu non sei la mente.
A: Questo significa che non dovrei affrontare la rabbia?
M: Quando capisci che non sei la mente, sorge ancora la rabbia?
A: Cosa vuol dire?
M: Dimmi, cos'è successo che ti sei arrabbiato?
A: Il mio dipendente non lavorava bene.
M: Allora? Il dipendente non si è arrabbiato. Supponi che tu non abbia saputo niente del suo lavoro, nessun pensiero a quel riguardo, ti saresti arrabbiato?
A: No.
M: Quindi, ci hai pensato e quel pensiero ti ha alterato. Chi ha avuto quel pensiero e ne ha ricavato rabbia?
A: Io.
M: Sì. Chi è questo io?
A: Sono io. Io sono stato alterato dal pensiero.
M: Allora, cosa è accaduto precisamente? Ci hai pensato... e poi?
A: Ho sentito che la cosa avrebbe creato problemi al mio progetto.
M: Sì. Quindi, chi è questo "io"?
A: Il capo del progetto.
M: Quello è un ruolo nella mente. Capisci?
A: Non tanto.
M: Va bene. Tu sei il capo?
A: Sì.
M: Immagina di perdere il posto domani. Smetti di esistere?
A: No!
M: Quindi questo significa che non sei il capo.
A: Allora cosa sono?
M: Ci arriveremo. Comunque, tu non sei il capo... Tu hai il ruolo del capo! Giusto?
A: Sì.
M: Similmente, tu hai il ruolo del padre, del figlio, eccetera.
A: Sì.
M: I ruoli che hai si chiamano upadhi... aggiunte. Tu non sei definito da quei ruoli.
A: Va bene.
M: Dunque, questi ruoli sono tutti mentali, perciò possono essere colpiti da quei pensieri.
A: Sì.
M: Immagina che tutte queste aggiunte siano eliminate. Cosa sei tu?
A: Io sono Udai.
M: Quello è il tuo nome. Tu hai un nome e non sei il nome.
A: Io sono un uomo.
M: Quello è il tuo corpo. Tu hai un corpo maschile, un'aggiunta. Cerca di capire: il corpo è soltanto materia inerte: tu sei vivo, perciò chiaramente non puoi essere il corpo.
A: Non sono il corpo?
A: Esatto. Tu hai un corpo e non sei il corpo.
A: Però, quando c'è dolore nel corpo sono io a soffrire.
M: Immagina di non pensarci. Potresti essere sotto l'effetto di un anestetico. Soffriresti ancora?
A: No.
M: Quindi è la mente [a soffrire], giusto?
A: Sì.
M: Allora, tu sei colpito a livello mentale!
A: Sì.
M: Quello è il ruolo.
A: Quale ruolo?
M: Osserva. Chi è che cerca di eliminare il dolore?
A: Non capisco?
M: Il dolore è una sensazione. Chi cerca di evitare il dolore?
A: Sono io.
M: È qualcosa che fai, un ruolo che hai. Tu potresti essere anche senza cercare di evitare [il dolore].
A: Come potrei?
M: C'è la sensazione dolorosa e tu non fai nulla. Trascurala. Non cercare di fare nulla. 
A: Trascurarla? È realistico?
M: Sì. Ramana Maharshi fu anche operato al braccio. 
A: Ehm...
M: Quindi, anche quello è un ruolo.
A: D'accordo.
M: Ritorniamo alla questione precedente. Cosa sei senza tutte le aggiunte?
A: Non so.
M: Non puoi dare un nome a quello che sei o descriverlo.
A. No.
M: Tutto ciò che fai è avere un ruolo.
A: Come?
M: Perché tu sei anche se non fai nulla.
A: Sì.
M: Quindi, "chi fa" è un ruolo che hai assunto intenzionalmente. 
A: Sì.
M: Questo significa che non sei il "soggetto che agisce".
A: Ehm...
M: Anche tutto quello che sperimenti è un ruolo.
A: In che senso?
M: Ricorda l'esempio del dolore fisico. C'è la sensazione del dolore. Chi ha la sensazione?
A: Io.
M: Chi cerca di evitare la sensazione, oppure di "averne di più" è un ruolo. Tu dovresti non fare né una cosa né l'altra.
A: Sì.
M: Ecco, l'assenza di "chi fa", quello sei tu!
A: Sì.
M: Quindi, tu non sei chi agisce o fruisce. 
A: Ehm... Vuol dire che non dovrei agire, lavorare?
M: No. Dovresti renderti conto che hai il ruolo del capo e non sei definito da quel ruolo... Cioè, tu non sei il capo, ma hai quel ruolo... Devi forse smettere di essere il capo?
A: No.
M: Però devi capire che è un ruolo. 
A: Sì.
M: Quindi, dharma [bene] e adharma [male] riguardano il ruolo, che è il soggetto agente. 
A: Sì. 
M: Similmente, anche sukha [piacere] e duhkha [dolore] appartengono al ruolo.
A: Sì. 
M: Poiché riguardano il ruolo... se tu smetti di identificarti col ruolo... non hai altro da fare.
A: Ah...

Questa è l'essenza della strofa. Lascia l'identificazione con chi agisce, karta, e con chi fruisce, bhokta, e rimani come coscienza. Il modo di farlo è... rilassati, rimani come coscienza. Poi, ogni volta che riconosci l'identificazione con "chi agisce", osserva chi è che agisce... e rilassati di nuovo nella coscienza!