domenica 8 novembre 2015

Quell'intervallo è senza tempo

(1895-1986)

C'è un intervallo tra due pensieri, tra due ricordi, e quando si riesce a conservare questo intervallo, allora da esso proviene un nuovo modo di essere che non è più un ricordo. Abbiamo ricordi e coltiviamo la memoria come mezzo di continuità. Vale a dire, l'"io" e il "mio" divengono molto importanti finché esiste la coltivazione della memoria; e, dal momento che la maggior parte di noi è costituita dall'"io" e dal "mio", il ricordo svolge un ruolo molto importante nella nostra vita. Se non aveste memoria, i vostri beni, la vostra famiglia, le vostre idee non sarebbero importanti in quanto tali; così, per dare forza all'"io" e al "mio", coltivate la memoria. Ma se osservate, vedrete che c'è un intervallo, che non è il prodotto della memoria, c'è una libertà straordinaria dall'"io" e dal "mio", e quell'intervallo è senza tempo (3 ottobre 1948, Pune, India).*

* Jiddu Krishnamurti, Sulla verità, Roma, Ubaldini Editore, 2002, p. 11.