domenica 25 ottobre 2015

Il prezioso tesoro

Măzŭ Dàoyī
(709-788)


Quando il maestro [Dàzhū Huìhăi] (pron. Tà-ciuu Huéi-haai) si recò per la prima volta nello Jiāngxī, fece visita al maestro Măzŭ [Dàoyī] (pron. Maa-tsuu Tào-ii), il quale gli domandò: "Da dove arrivi?".

"Dal Tempio della Grande Nuvola nello Yuèzhōu". 

Măzŭ disse: "Cosa speri di ottenere venendo qui?”. 

“Sono venuto qui alla ricerca dell’insegnamento del Buddha”. 

Măzŭ continuò: “Hai chiuso gli occhi davanti al tuo prezioso tesoro; perché abbandoni casa tua e vaghi? Qui non ho nulla. Quale genere di insegnamento del Buddha stai cercando?”. 

Allora il maestro [Huìhăi] si inchinò e chiese: “Cos'è il mio prezioso tesoro?”. 

“Ciò che mi ha fatto la domanda è il tuo prezioso tesoro. Ha tutto e non manca di nulla. Usalo come preferisci. Perché cerchi inutilmente te stesso fuori?”. 

Dopo aver ascoltato queste parole, il maestro [Huìhăi] fu illuminato e riconobbe la sua coscienza originaria, senza dipendere da concetti o sensazioni.*

* Scott Dennis Peterman, The Legend of Huihai, Ph.D., Stanford University, UMI, 1986, p. 308.  Cfr. The Tsung Ching Record; John Blofeld, L'insegnamento zen di Hui Hai sull'illuminazione improvvisa, Roma, Ubaldini Editore, 1977, pp. 71-72.