mercoledì 15 luglio 2015

Lokadhamma Sutta


Monaci, queste otto condizioni mondane girano intorno al mondo ed il mondo gira intorno ad esse. Quali sono? Il guadagno e la perdita, la fama e il discredito, la lode e il biasimo, il piacere e il dolore […]. Per una persona ordinaria non istruita [nel Dharma] nascono il guadagno e la perdita, la fama e il discredito, la lode e il biasimo, il piacere e il dolore. Anche per un discepolo istruito dai nobili [insegnanti di Dharma] nascono il guadagno e la perdita, la fama e il discredito, la lode e il biasimo, il piacere e il dolore. Quindi qual è la differenza tra il discepolo istruito dai nobili e la persona ordinaria non istruita? […]

Il guadagno sorge per una persona ordinaria non istruita. Egli non riflette: “Il guadagno è sorto per me. È transitorio, doloroso e destinato a cambiare”. Egli non lo discerne come realmente è. […] La sua mente rimane attaccata al guadagno, attaccata alla perdita […], alla fama […], al discredito […], alla lode […], al biasimo […], al piacere […], al dolore. Gioisce con il guadagno sorto e si ribella contro la perdita sor­ta. Gioisce con la fama sorta e si ribella contro il discredito sorto. Gioisce con la lode sorta e si ribella contro il biasimo sorto. Gioisce con il piacere sorto e si ribella contro il dolore sorto. Così egli prende parte al piacere e al dolore che ne derivano, egli non è libero da nascita, vecchiaia o morte; dai dolori, dalle lamentazioni, pene, angosce o disperazioni. Non è libero, vi dico, dalla sofferenza e dal dolore.

Ora, il guadagno sorge per un discepolo istruito dai nobili. Egli riflette: “Il guadagno è sorto per me. È transitorio, doloroso e destinato a cambiare”. Lui lo discerne come realmente è. […] La sua mente non rimane attaccata al guadagno, alla perdita [ecc…]. Non gioisce con il guadagno sorto, né si ribella contro la perdita sorta [ecc…]. È libero, vi dico, dalla sofferenza e dal dolore. Questa è la differenza tra il discepolo istruito dai nobili [insegnanti] e la persona ordinaria non istruita.

Guadagno e perdita, fama e discredito,
lode e biasimo, piacere e dolore: 
queste sono tra gli umani le condizioni transitorie, 
non eterne, soggette a cambiamento. 

Sapendo ciò, la persona saggia, attenta, 
vede tali condizioni come mutevoli. 

Le condizioni desiderabili non muovono la sua mente 
e quelle indesiderabili non inducono repulsione. 

Sia il compiacimento sia l’opposizione 
da lei sono stati dissolti, eliminati, aboliti. 

Conoscendo lo stato privo di impurità, libero da sofferenza, 
comprende correttamente e va al di là del divenire.