sabato 18 luglio 2015

L'abbandono delle otto condizioni mondane



(1816-1872)

Oh, sommi esseri
benedetti dal buon karma,
ascoltate!

Guadagno e perdita,
piacere e dolore,
lode e biasimo,
fama e discredito:
ecco le otto condizioni mondane.

Là dove c’è la dualità
di bene e male,
piacere e dolore,
non c’è neanche il termine
“non duale”
o “liberazione naturale”.

[Chi vive in questo modo]
è legato dalla catena dell'attaccamento
alle otto condizioni mondane.

Si comprenda che qualsiasi esperienza
buona o cattiva,
piacevole o dolorosa,
è come [insegnano]
i dieci esempi di un'illusione
(un miraggio, un sogno,
un riflesso nello specchio e così via).

Si rimanga nello stato compiuto
al di là della mente,
svincolato da spiegazioni,
parole e pensieri:
lo spazio della visione
[della vera realtà],
libera dagli estremi
della speranza e del timore.

Questo testo di consigli sulle otto condizioni mondane è stato composto dal vecchio medicante chiamato “Pema”, per un gruppo di studenti che lo hanno richiesto ripetutamente. Grazie ad esso, possa­no gli allievi, yogi dedicati all’illuminazione, essere liberi anche da un solo pensiero falsamente ispirato dai demoni (māra) delle otto condizioni mondane!